UN’OASI DI BIODIVERSITÀ

Progressivamente abbandonate dopo la Seconda Guerra Mondiale, le cave sono divenute nel tempo un’oasi unica di biodiversità. Grazie anche alle particolari condizioni microclimatiche, si è creato infatti un ambiente “seminaturale” nel quale convivono flora spontanea, testimonianze di antiche coltivazioni e flora ornamentale.

Troviamo oggi specie arboree da frutto come il gelso, il fico, il cotogno, il pero, il nespolo, il fico d’India, l’olivo, il limone, l’arancio, il noce, il pesco, il ciliegio e molte altre, ma anche specie vegetali prevalentemente esotiche arrivate occasionalmente dopo interventi di “pulizia” dei giardini privati circostanti, tra le quali iris, narciso, gelsomino, rose, caprifoglio giapponese, scille e altre.

Non manca la tipica macchia mediterranea caratterizzata da alloro, viburno, rosmarino o altre specie tipiche di “gariga” come il clinopodio, il timo, la santoreggia, l’origano e diverse orchidacee come l’ofride garganica. 

Notevole è poi il patrimonio faunistico, specie quello ornitologico, con una varietà di uccelli: pettirossi, cince, fanelli, occhiocotti, scriccioli, fringuelli, usignoli, taccole, gazze, oltre a mammiferi come la volpe, il riccio e la donnola.

 

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PRENOTA EVENTO La Foresta Urbana di Lecce apre il suo scrigno segreto con la rassegna “La foresta racconta” una triade di appuntamenti in cui l’escursione naturalistica si fonde con le arti performative. Si parte il 5 giugno con “Storie di

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